Ogni essere umano, uomo, donna, bambino in età prescolare, persona anziana, ha il diritto fondamentale di accedere all’educazione fisica e allo sport, dimensioni indispensabili per lo sviluppo della personalità, delle attitudini, della volontà e della padronanza di sé a livello intellettuale e morale. La continuità dell’attività fisica e della pratica dello sport devono essere assicurate per tutta la vita, per mezzo di un’educazione permanente, globale e democratizzata, per favorire la piena integrazione di ciascuno all’interno della società.

“Carta Internazionale per l’Educazione Fisica e lo Sport” (21 Novembre 1978).

Il 75% delle persone disabili che praticano sport dicono di essere soddisfatti della loro vita.
In Italia 3 milioni e 119 mila disabili gravi, oltre 2 milioni non fanno sport. (dati ISTAT del 2018)

La persona con disabilità convive con pesanti modificazioni della propriocezione, della esterocezione, delle sensazioni relative al dolore/piacere; sperimenta una crisi nell’Unità Psicofisica dovuta ad una integrazione Mente/Corpo deficitaria, motivo per il quale spesso percepirà come negativo il giudizio degli altri. Attraverso l’educazione psicomotoria e la pratica sportiva, ha modo di sperimentare una nuova integrazione Mente/Corpo, ha la possibilità di migliorare sul piano cognitivo attraverso la conoscenza del proprio corpo, dello spazio, del tempo e della velocità; sul piano fisico aumentando la forza muscolare, la capacità di equilibrio, la coordinazione motoria, imparando a superare la fatica (che rappresenta uno dei primi ostacoli per la riabilitazione); sul piano sportivo acquisendo conoscenze tecniche delle varie discipline sportive, incentivando la comunicazione interpersonale e la collaborazione (attraverso il gioco di squadra), rispettando le norme condivise; sul piano psicologico producendo uno stato di soddisfazione generale che conduce al contenimento degli stati emotivi, incrementando la capacità di autocontrollo; sul piano socio-educativo aumentando la propria autonomia, spronando all’impegno durante gli allenamenti e al rispetto dell’avversario, insegnando il coraggio, promuovendo la lealtà; favorendo la socializzazione, l’aggregazione, integrazione, superando così paure, pregiudizi e isolamento.

Ma perché ciò accada, occorre fare in modo che lo sport sia in funzione del soggetto e non viceversa.

Nel programma scolastico l’attività motoria rivolta alla fascia d’età ideale per apprendere ogni forma di movimento è ridotta ai minimi termini. Nel corso degli anni, per persone con disabilità e non solo, la ricerca e l’avvicinamento a discipline sportive è diventata per lo più personale, tramite web, il sempre utile passaparola o rivolgendosi direttamente ad enti istituzionali quali il Comitato Italiano Paralimpico e la Federazione Italiana Sport Disabili Intellettivi Relazionali.

Lo sport è da sempre uno strumento utile per lo sviluppo e l’implementazione delle abilità psico-motorie dei bambini e ragazzi con Spina Bifida e/o disabilità fisiche varie, che beneficiano non solo della pratica sportiva, ma anche del contesto sano che viene a crearsi e dell’ambiente di affetto e amicizia che rende unici i momenti esperienziali condivisi.
Oltre ad irrobustire il fisico l’attività motoria in età evolutiva contribuisce a prevenire comportamenti a rischio (aggressività, alcol, droghe, tabacco, ecc.), facilita la gestione di stress e ansia, favorisce lo sviluppo osseo, riduce la massa grassa e aumenta la massa muscolare. Non ultimo in ordine di importanza, migliora il rendimento scolastico e le capacità di apprendimento.
Parallelamente all’attività motoria, è basilare la corretta alimentazione, legata ad ogni singola condizione fisica, al fine di evitare l’assunzione eccessiva di calorie rispetto al reale fabbisogno.

Importante è quindi l’apertura di ASBI Onlus, in ogni direzione, verso diverse realtà propositive e capaci di generare una rete benefica in termini di contatti, iniziative ed eventi sportivi.

In tema di attività motoria e sportiva, consolidata per ASBI è la collaborazione con l’Associazione Freerider Sport Events che è iniziata con l’insegnamento dello sci alpino da seduti e si è sviluppata poi con Camp estivi dedicati all’autonomia attraverso lo sport in cui i partecipanti si cimentano in svariate attività come handbike, canoa, nuoto, tennis e tante altre.

Archivio Camp

Lo sport e i suoi benefici sono stati anche al centro di eventi, convegni e di un progetto Erasmus “Ski4All”, finanziato dalla Comunità Europea, condiviso con la Federazione Internazionale Spina Bifida e Idrocefalo (IFSBH), Federazione Associazioni Italiane Paratetraplegici, Handy Club Ostrava e Active Therapy, in Belgio, Polonia e Repubblica Ceca.