Sono nato a Napoli nel 1984, affetto da spina bifida. Ho avuto
la fortuna di crescere in un contesto socioculturale che mi
ha tutelato da discriminazioni ed emarginazione; ma, come accade
spesso ai soggetti con disabilità, traumi e menomazioni
varie, insomma a coloro che hanno un cosiddetto “problema”
che li distingue dalla realtà “normodotata”
circostante, ho dovuto riconfigurare la mia identità
di individuo, cercando, a partire dall’adolescenza, di
attuare una sorta di compensazione tramite il perseguimento
di un qualcosa che fosse altrettanto appagante, ma ben più
accessibile, di alcune delle più comuni (e in tal senso
percepite come normali) attività e comportamenti di un
giovane essere umano.
Non potendo correre, giocare, espletare le mie funzioni biologiche
alla stessa maniera dei miei coetanei, ho sentito il bisogno
di trovare una sorta di riscatto personale, qualcosa che riuscisse,
se non a darmi una spiegazione del mio handicap, quanto meno
a risarcirmi da un punto di vista morale, contribuendo al mio
equilibrio mentale ed alla mia qualità della vita.
Fin da bambino ho iniziato a coltivare la mia grande passione:
la letteratura. Ancor prima di imparare a leggere amavo ascoltare
storie. Poi, a scuola, mi sono appassionato alla lettura ed
ho iniziato a scrivere i primi temi; infine sono arrivato a
comporrei veri e propri testi di poesia e narrativa.
Ho sempre prediletto le materie umanistiche e ben presto ho
acquisito la consapevolezza che la scrittura sarebbe stata la
mia strada. Nel 2001 ho conosciuto la Compagnia di scrittura
Homo Scrivens, un gruppo di scrittori che opera a Napoli con
molteplici attività: un sito internet letterario, reading,
presentazioni, laboratori di scrittura. Quest’incontro
mi ha permesso non soltanto di incanalare quel che era un mero
hobby in un’attività con risvolti professionistici
(dall’acquisire tecniche di narrazione al saper presentare
un testo ad una casa editrice nella veste opportuna), ma ho
anche potuto vivere un’esperienza formativa che mi ha
dato l’opportunità di venire in contatto con persone
di età, professioni, vissuti molto variegati, aumentando
notevolmente le mie attitudini alla socializzazione e, persino,
il mio stesso approccio alla vita. Durante l’adolescenza
ero stato, infatti, un ragazzo piuttosto introverso: mi ero
chiuso in preconcetti che si sono poi rivelati essere più
miei che del mondo che mi circondava. Tutto ciò ha ovviamente
comportato anche un consistente miglioramento della mia autostima.
Da allora sono passati molti anni, e da allievo del laboratorio
sono diventato docente, ho alle spalle numerose pubblicazioni
in antologia ed individuali, ed insieme al mio gruppo di scrittura
ho avuto la possibilità di viaggiare per fiere del libro
come quella di Torino, portando avanti i nostri progetti letterari
per tutta l’Italia. Leggere dei testi davanti a persone
sconosciute oppure interpretare piccole recite ha fatto in modo
che sviluppassi un migliore rapporto con il mio corpo, aiutandomi
nella ricerca del mio posto nel mondo. Una ricerca ben lungi
dall’essere conclusa, nella quale avanzo giorno dopo giorno,
certo con il mio passo malfermo, ma tentando sempre di mantenere
la strada giusta. Giusta per me, naturalmente.
Giancarlo Marino