IL PORTALE DELLA SPINA BIFIDA
 
Cos'è la Spina Bifida

La diagnosi

Per diagnosticare la Spina Bifida durante la gravidanza l’esame appropriato è l’ecografia (o ecotomografia) che si basa sull’impiego di ultrasuoni. Con una sonda appoggiata sulla pancia della madre si invia un fascio di ultrasuoni verso il bambino; in relazione alla densità dei tessuti attraversati, gli ultrasuoni vengono variamente riflessi, raccolti dalla stessa sonda emettitrice ed elaborati dall’apparecchio in un’immagine su monitor. In tal modo l’esame permette di riconoscere e di misurare la taglia e la forma del cranio del feto, come la presenza di una malformazione delle spine e di un rigonfiamento posto dietro la colonna vertebrale. L’esame è poco affidabile se eseguito prima della decima settimana di gestazione.

Secondo alcuni medici specialisti, la miglior linea di condotta è quella di utilizzare amniocentesi (ovvero un prelievo del liquido amniotico, la cui analisi consente di valutare le caratteristiche dei cromosomi del feto) ed ecografia come strumenti complementari nella diagnosi della Spina Bifida. Questo consente di raggiungere un tasso di identificazione del 95%, di falsi positivi dell’1%, di perdite fetali dello 0,8% (dovute principalmente all’amniocentesi).

La gravidanza è un momento magico e speciale per tutte le donne, è un momento in cui si immagina il proprio bimbo, si accarezza nella fantasia il bisogno – in parte narcisistico – di un figlio a propria immagine e somiglianza.

Il desiderio di perfezione è poi appagato dalla condizione di gravidanza in sè – una condizione “perfetta”, in cui la donna sperimenta il proprio corpo come “creativo”, in un certo senso potente. Non solo, il bambino immaginato rappresenta una promessa di continuazione e la paura di generarlo con qualche difetto viene allontanata per difesa.

Questi sono tutti desideri indispensabili, perché preparano la donna all’attaccamento al figlio e sviluppano il cosiddetto “senso materno”.

Quando, dopo il parto, la mamma riceve la diagnosi di una patologia come la Spina Bifida, molti dei suoi sogni si infrangono: al bambino idealizzato durante la gravidanza si sostituisce infatti il bambino reale. La nascita del bimbo, che la mamma aspettava con tanta trepidazione e immaginava come un momento di grande gioia, diventa invece un dramma.

La mamma vive spesso emozioni in contrasto tra loro: ciò che è accaduto le sembra un brutto sogno, fatica ad accettare che quel bambino sia suo, tenta idealmente di allontanarlo, per difesa, come se non le appartenesse, ma allo stesso tempo incolpa se stessa per aver generato un bimbo malato e prova una profonda sensazione di inadeguatezza, teme di non essere in grado di accudire il piccolo, di non riuscire a dargli tutto ciò di cui ha bisogno.

L’incapacità di accettare la nuova situazione si alterna alla disperazione, perciò spesso il sogno di un futuro felice diventa impossibile. Ciò che invece la neo-mamma di un bambino con Spina Bifida deve sapere è che queste emozioni sono normali e comuni a tutte le donne che hanno vissuto la sua stessa esperienza. Il tempo le darà modo di conoscere suo figlio: avvierà con il bimbo un rapporto d’amore capace di accoglienza e di tenacia e imparerà ad identificarsi con lui, unico, vivo e presente quanto il bambino idealizzato, anche se un po’ ‘speciale’.